Bye bye, 2008

I’ll try to make an english traslation of this entry. Have a look down.

Che hanno incredibile questo 2008. Non posso contare il numero di cose straordinarie che mi sono successe.
Prima di tutto, dopo 7 anni passati a Pisa, tra alti e bassi, mi sono trasferito in una nuova città. E l’ho fatto in grande stile: Londra. Semplicemente meraviglioso! Ok, sono tornato alla “vita universitaria”, e questo potrebbe anche sembrare un fare un passo indietro. Ma non è una cosa che mi pesa realmente.  Il numero di incredibili esperienze che sto accumulando, professionali e – soprattutto – di vita, ripagano il passo indietro fatto dal mondo del lavoro alla vita universitaria.
Il lavoro, che ha riempito la mia vita per metà di questo anno, ha scritto sicuramente un’importante pagina della mia vita, trasformando le mie conoscenze teoriche in un fondamentale strumento per il lavoro di ogni giorno. Una lezione che non potrò mai dimenticare. Inoltre molti dei miei colleghi di lavoro adesso sono molto più di questo: sono amici.
Quest’anno mi ha fatto anche assistere ai primi matrimoni a cui ho veramente avuto il piacere di assistere: cari amici che rappresentano più che semplice persone incontrate durante gli anni universitari.
E’ stato anche l’anno di tante altre piccole cose: la lingua inglese, l’estate a Londra, una nuova chitarra (quella che forse ho desiderato più di tutte), il dottorato, il “nuovo” amore per la fotografia.
Se guardo indietro e penso agli anni appena passati, sicuramente metto questo 2008 su uno dei gradini più importanti della mia vita.
Grazie a tutti per aver reso speciale anche quest’anno! 😉

P.S. Questo è anche il primo anno in cui non ho mandato la mia solita email di auguri di buon anno. Ormai tutti usano Facebook… 🙁

What incredible year this 2008. I can’t count the number of extraordinary things that happened to me.
First of all, after I had been living in Pisa for 7 years, between good and worst moments,  I moved in a new city. And I’ve done it the best way possible: London. Simply amazing. Ok, I come back to the “university life”, and that seems to be a step back, but it’s not really a problem for me now. The incredible number of experiences that I’m doing, both professional and – expecially – of day-by-day life, repay the step back from the “work world” to the university life.
My job, that had fill up my life for half of this year, had written an important page of my life, turning my theoretical knowledge to a fundamental tool for the every-day job. A lesson that I will never forget. Moreover some of my workmates are now more that this: they are friends.
During this year I also attended the first weddings which I’m very happy to attend: great friends that are for me more that people met during the university years.
It has been also the year of many little events: english language, the summer in London, a new guitar (probably the one that I deside stronger than ever), my PhD, the “new” love for photography.
Looking back and thinking about the past years, this one is absolutely one of the most important of my life.
Thanks everybody because you made this year special! 😉

P.S. This is also the first year without the usual “new year’s eve” email. Now everybody uses Facebook… 🙁

Passato

Questa sera sono triste. Non perché sia rimasto a casa, nonostante la cosa mi disturbi alquanto. Ma più che altro per il motivo per cui sono rimasto a casa.
A volte ho la sensazione che la mia vita grottagliese sia così spenta perché io sono Davide. Certo, può sembrare una considerazione banale, ma di fatto non lo è. Non lo è perché ognuno di noi si porta dietro il suo passato. Ed è così dura a volte far cambiare idea alla gente. Specialmente quando si tratta della loro idea sulle persone.
A volte penso a me. Penso a com’ero, a come sono, cosa ho migliorato e cosa ho peggiorato… cosa vorrei ancora cambiare. Perché in fin dei conti viviamo la nostra intera vita lavorando su noi stessi, nel tentativo di alimentare i nostri punti forti e limare i nostri punti deboli. Sono anche convinto che la maggior parte delle persone (che conosco e che non conosco) la pensino allo stesso modo.
M’immagino cosa pensano di loro stesse le persone che a distanza di dieci anni dal nostro primo incontro, pensano di me esattamente cosa pensavano dieci anni fa. E mi chiedo perché a distanza di tanti anni continuano ancora a conservare di me la loro perseverante opinione, mentre io semplicemente vorrei “conoscere” di nuovo queste persone.
Questa sera ho ricevuto un invito. Una pizza chissà dove e (forse) partita a Bowling. Non avrei potuto chiedere di meglio! Sarebbe stato l’ideale di me. Ma dopo una prima (fugace) euforia, ho pensato alla gente che ci sarebbe stata. Ed ho pensato a come mi sarei sentito scrutato, indagato. Ho pensato a come mi sarei sentito a disagio. Ho pensato che sarebbe stato meglio stare a casa. Ed ho pensato che mi sarei sentito così perché dieci anni fa qualcuno ha pensato che sono uno “che quando ti prende, non ti molla più”. E che l’amica pensa che sono uno scassa minchia perché ho rotto la minchia alla sua amica. O che l’altro amico mi guarda sempre male perché … boh! Mi viene da dire … ma vaffanculo!

C’è qualcuno là fuori che vuole passare il tempo con un bravo ragazzo, generoso e gentile? Ho solo un difetto: dico sempre la verità, senza girarci attorno. Diretto, senza ricami. Ah, ho anche un altro difetto: sono squattrinato. E non ho una macchina costosa. Anzi, solitamente vado in giro con una Panda scassata vecchia quanto me. O quasi…

P.S. Voglio tornare a Londra! 🙁

Ten…

…album (temporal order):

  1. Queen – Innuendo;
  2. U2 – Achtung Baby;
  3. Led Zeppelin – The Song Remains the Same;
  4. Megadeth – Youthnesia;
  5. Tool – Aenima;
  6. Dream Theater – Metropolis part. 2: Scenes from a Memory;
  7. Pink Floyd – The Wall;
  8. Extreme – 3 Side of Every Story;
  9. Joe Satriani – Crystal Planet;
  10. Porcupine Tree – In Absentia.

…songs (that’s hard… but ten songs are not enough!!!):

  1. U2 – Stay;
  2. Dream Theater – Finally Free;
  3. Pink Floyd – Comfortably Numb;
  4. Tool – Stinkfist;
  5. Megadeth – A tout le monde;
  6. Andy Timmons – A Night to Remember;
  7. Steve Vai – For The Love of God;
  8. Audioslave – Shadow on the Sun;
  9. Negrita – Luna.

…books (a sort of temporal order):

  1. I. Calvino – If on a Winter’s Night a Traveler;
  2. J. W. Goethe – The Sorrows of Young Werther;
  3. U. Foscolo – The Last Letters of Jacopo Ortis;
  4. L. Pirandello – The Late Mattia Pascal;
  5. Kundera – The Unbearable Lightness of Being;
  6. D.H. Lawrence – Lady Chatterley’s Lover;
  7. Antoine de Saint-Exupéry – The Little Prince;
  8. G. Orwell – 1984;
  9. P.K. Dick – The man in the high castle;
  10. C. Bukowski – Post Office.

…movies:

  1. Blade Runner
  2. Forrest Gump
  3. The Big Lebowski
  4. The Bicentennial Man
  5. 2001: A Space Odyssey
  6. The Insider
  7. Match Point;
  8. Star Wars Ep. VI: Return of the Jedi;
  9. Radio Freccia (an italian movie);
  10. V per Vendetta.

…but how many important things I’ve forgot? 🙁

Momenti

La vita è fatta di momenti. Momenti che sfuggono via. Momenti che aspettavi. Momenti in cui avevi preparato esattamente cosa dire e cosa fare. Ed invece… fugge via ed il nostro essere noi stessi prende il sopravvento.
E’ incredibile che anche questa volta sia fuggito (come al solito). E’ incredibile come certe volte mi riconosca così schifosamente codardo. Sempre così pronto a prendere la via più corta, la più comoda, la più facile. Però la vita è fatta di scelte. Le scelte, momento per momento, sono dure da fare. E si sbagliano, purtroppo. Ma sbagliandole senza nemmeno scegliere significa buttare via i momenti che la vita di regala. Forse è meglio soffrire rischiando piuttosto che stare beatamente tranquilli nella nostra finta vita tranquilla.
Cosa sarebbe la nostra vita se in determinati momenti avessimo scelta un’altra vita? Me lo sono chiesto tante volte. Mi sono chiesto cosa sarebbe stata se non fossi andato a Pisa (e qualcuno sa quanto poco ci è mancato perché buttassi all’aria tutto). Adesso mi chiedo cosa sarebbe se non fossi venuto a Londra. Ma la vita è fatta anche di piccole scelte, e ti chiedi cosa sarebbe stata una serata se invece del caldo della tua stanza avessi preferito prendere un po’ di freddo insieme ai tuoi amici. Oppure cosa sarebbe stata una giornata se invece di dormire avessi fatto una passeggiata. O cosa sarebbe stata questa sera se invece di prendere l’autobus, avessi fatto quello che speravi di poter avere l’occasione di fare.
Finisco di scolarmi la mia birra. Mi ci vuole un po’ di autopunizione stasera. Visto il cretino che sono.

P.S. Leggete L’uomo nell’alto castello, uno dei libri più belli che abbia mai letto. Forse capirete meglio perché stasera ho scritto questa cosa.

Visti da lontano

Cammino per uno dei tanti parchi londinesi. La sua armonia mi spaventa. Torno a casa e guardo su Google Maps: Hampstead Heath è grande circa come Grottaglie. Stessa estensione. Un parco, dentro Londra, è grande come il mio paese natale. E non riesco a capire come sia possibile che un parco come questo sia così perfetto e due aiuole sotto il comune siano in stato di abbandono. Senza nemmeno essere state inaugurate.
Cammino per la strada. E’ quasi mezzanotte. Sono vicino Trafalgar Square. C’è ancora molta gente in giro. Incontro uno spazzino che pulisce. E se pensate che sia così solo in centro vi sbagliate! E mi chiedo dove finisce tutta la spazzatura di 8 milioni di persone. Da qualche parte andrà pure a finire, visto che in giro non ne ho mai vista. Ma nemmeno per sbaglio. Poi mi chiedo quanti spazzini ho mai visto a Grottaglie… di giorno. Certo, di monnezza a Grottaglie, anche un po’ occulta, ce n’è tanta. E non ci appartiene nemmeno. Ma il problema è quella che si vede ed a cui nessuno fa caso.
E’ l’una di notte. Serata di follia. Una birra di troppo. Ho fame. Che problema c’è? Trovare qualcosa da mangiare non è certo un problema. Ma non è un problema nemmeno trovare un supermercato aperto 24 ore su 24. E mi chiedo perché per trovare qualcosa da mangiare a Grottaglie bisogna andare per forza “da Samir”. Dove invece ci si va più per moda che per vero e proprio bisogno primordiale di cibo.
Confrontare Londra con Grottaglie è un azzardo, me ne rendo conto. Eppure è l’azzardo che permette di realizzare grandi cose. Se ogni fuori sede portasse a Grottaglie un’idea, Grottaglie migliorerebbe. Perché a volte basta solo un’idea per chi ha spirito di iniziativa per dare l’inizio a qualcosa di nuovo, ad una crescita.
Purtroppo Grottaglie è invece avvolta da un immobilismo incredibile, che me la fa vedere sempre uguale e sempre peggio ogni volta che torno a casa. Mi aspetto sempre qualcosa di nuovo, la luce in fondo al tunnel. Invece mi parlano sempre della solita sagra truccata in cui hanno mangiato i soliti nomi. Eppure quando parlo con qualche compaesano di discarica, mi sembrano cadare dalle nuvole. Ma chi vive a Londra? Io o loro? Perché io so della discarica e loro no?
La stampa locale grottagliese si comporta non molto diversamente da quella nazionale: le informazioni sono filtrate ed i pochi che riescono ad accedervi lo fanno grazie al passaparola. E così, lì dove si vedono i nostri governatori in pompa magna, ci sono applausi. Ma meriterebbero tutt’altro trattamento. Perché sono gli stessi politici che prima mettono la loro firma (inutile) a patrocinio di una manifestazione, per poi rinnegarla quando qualcuno si scandalizza alla vista di un gallo in braghettoni.
Guardare Grottaglie attraverso i blog cittadini (e ce ne sono tanti) significa essere un po’ meno lontani da casa, significa formulare un pensiero assolutamente personale sulle questioni. Pensieri che non spiegano perché si decida di spianare il castello quasi in sordina (ci hanno provato, ma ci sono riusciti male, visto che sono stati smascherati alla grande) e non si decide invece di restaurare la sua torre. Perché a volte mi sembra decisamente incredibile che i grottagliesi sappiano così poco della loro città. Anzi, il bello è che sembra che a loro non interessi affatto, visto che a lottare sono sempre “i soliti”. E certe volte, nemmeno quelli.

Davide Anastasia
Livù, Ottobre 2008