Un pensiero per Grottaglie

Quando Franz mi ha chiesto di scrivere qualcosa per Livù, ho pensato che era arrivato il tempo di sfoggiare le mie capacità di scrittore. Mi sono scontrato ben presto con la triste realtà che non ho mai imparato a scrivere decentemente. Ho scritto qualcosa, che poi ho scartato perché non avevo centrato bene l’idea che volevo dare al mio intervento per la rubrica Visti da Lontano. Ma quelle parole sono in un certo senso piene di un sentimento che non voglio perdere. Per quello, se pur ritoccate, voglio riproporle (e magari completarle).

Ricordo ancora piuttosto bene le sensazioni della mia prima partenza da Grottaglie. Era un giorno di metà Settembre, piuttosto caldo. Anno 2001. Il mio treno, un Eurostar da Taranto a Roma, partì puntuale. Ero diretto a Pisa, la città in cui avrei poi vissuto per 7 anni.

Quel treno l’ho preso un po’ per sbaglio e riguardandomi indietro capisco che a 19 anni non sapevo per niente cosa stavo facendo e quanto la mia vita sarebbe cambiata da lì a poco. Pensavo che andare a studiare fuori fosse semplicemente una cosa che dovevo fare perché “tutti lo fanno”. Uno di quei status symbol da portare a Grottaglie per fregiarsi di studiare in una delle università più prestigiose d’Italia (!!!).

Ovviamente, lasciatemelo dire, non avevo capito un cazzo! Ma del resto le cose più ambiziose si realizzano con l’incoscienza e da quell’avvenimento fortunato e fortuito sono nate mille altre cose che mi hanno reso molto più consapevole di me stesso e del mondo che mi circonda. Perché essere consapevoli di se stessi significa guardare tutto con più obiettività, significa essere capaci di formulare giudizi ragionati ed autonomi.

Ma per me non era ancora sufficiente. La laurea ed il lavoro che la mia nuova città adottiva mi avevano regalato non erano ancora sufficienti. Mi mancava qualcosa. Mi mancava un respiro internazionale.

Come ricordo bene il treno che da Grottaglie mi portò a Pisa, così ricordo altrettanto bene l’aereo che da Pisa mi portò a Londra solo all’inizio dell’estate appena passata. Biglietto di sola andata. E mi sembra già passata una vita. Ed io stesso, mi sembro un altro.

Passeggiare per Londra è come passeggiare per il mondo intero. Ma non è solo questo. Non è solo una Città, che a volte può sembrare anche troppo grande. In realtà ho imparato con gli anni e con l’esperienza che non sono i posti ad essere importanti, ma sono le persone a renderli tali. E da questo punto di vista Londra non si è ancora ritagliata nel mio cuore il posto che Pisa si è preso tanto tempo fa.

Ovviamente solo il tempo dirà quale delle due città mi ha cresciuto e mi ha insegnato di più. Ma è pure sempre vero che, vista l’età e la tanta voglia di vivere che si ha all’inizio dell’università, quelli anni sono impareggiabili ed irripetibili.

I pensieri da cui nascono queste parole sono quelli di chi ha comunque un sentimento per la propria terra, ma che tutto sommato non la rimpiange. Anzi, probabilmente rimpiango più Pisa, che per tanti motivi è meglio ma simile… ma non voglio anticipare troppo. Vorrei completare il mio pensiero quando Livù sarà uscito e potrò riproporre il mio intervento sul questo blog.

Cosa importante: oggi hanno cancellato il famoso gallo. Nato all’interno FAME Festival organizzato da Studio Cromie (ne avevo anche parlato), il gallo aveva creato un vespaio di critiche. Insomma, era la prova del nove, lo scontro tra due modi di vedere Grottaglie nel futuro: con tanta voglia di rinnovamento da una parte, con tanta voglia di status quo dall’altra. Inutile dire che la cancellazione del gallo non fa altro che far vincere la seconda fazione, che invece non meriterebbe alcun tipo di simpatia. Insomma, abbiamo perso un’occasione.

La scuola italiana

Devo ammetterlo: nonostante fossi cosciente che le manifestazioni di questi giorni in Italia per proteggere la scuola fossero assolutamente giuste, mi erano un po’ oscuri i motivi della protesta. Della serie: e’ sicuramente giusto, anche se non so il perche’. 🙂
Ovviamente, quando si parla di fascistoni populisti, e’ assolutamente automatico pensare che ti danno il dolcetto (ti tolgono l’ICI e ti detassano gli straordinari) e poi ti restituiscono una bella manganellata nei denti (tagliano tutto il tagliabile alla scuola, ad esempio).
Cosi oggi, mentre spulciavo qualche sito di testate italiane, ho trovato questo articolo: Scuola, un mese caldo, scioperi insieme ai cortei. L’articolo e’ ben scritto e merita di essere letto, perche’ sommariamente parla di tutti i tagli che il governo vuole approvare sulla scuola pubblica.
Ovviamente vedere un telegiornale che ne parla e’ cosa assolutamente rara: mi pare ormai evidente come le TV siano assolutamente manipolate e distorte nel loro modo di trasmettere l’informazione (vi dice niente la bella Chiara, avvocato di Berlusconi per un giorno?). Ed ovviamente, visto che la stragrande maggioranza degli italiani guarda la TV (e non legge mai un quotidiano), la maggioranza degli italiani beve tutte le palle che ci vengono raccontate ogni giorno come fossero verita’.
E cosi tra Lodo Alfano, Salva Manager, Pro-Carnevale, che in un certo senso prendono la ribalta’ per la loro assurda forma, la finanziaria (probabilmente il provvidimento piu’ importante formulato dal governo ogni anno) passa in secondo piano, cosi come passano in secondo piano le proteste legate alla finanziaria (come quelle della scuola di questi giorni).
 Consiglio: spegni la TV! 😉

Ma secondo voi, gli alberi sanno che mese è?

E’ da parecchio che non scrivo sul blog. A parte lamentarmi dei fascisti che governano l’Italia o della “vendità” di Alitalia in barba a qualsiasi intelligente primordiale, non scrivo di me da un po’ di tempo.
Ed in realtà di cose da dire ce ne sarebbero tante, ma vi lascio scoprirle personalmente (se vi va), facendo solo qualche nota sul mio blog!
Intanto la mia macumba sul blog ha funzionato: dopo cinque voli in meno di un mese, sono vivo. I miei aerei sono decollati come dovevano decollare, rimasti per aria senza troppi problemi ed atterrati senza fare troppo storie. Ne ho tratte una considerazione generale però: i Boing 737-800 della Ryanair sono degli aerei di cartone. Molto meglio gli Airbus A319 della EasyJet. Next.
I miei amici incominciano a sposarsi. Posto che non so proprio chi gliel’abbia fatta fare, tanti auguri vanno a Giusi & Jack e Antonio & Natalia. 🙂 Meno male che i miei aerei sono rimasti per aria, altrimenti loro non si sarebbero sposati! 😀 Credo! Next.

Sono tornato a Londra: 10 giorni in Italia hanno fatto sufficientemente male al mio stomaco. Adesso posso tornare a mangiare schifezze come al solito! 🙂 Ho evitato chicken wings oggi pomeriggio proprio per uno scatto primordiale di istinto di sopravvivenza. Ma avrei dovuto cedere alla tentazione. Ho quindi optato per un pericolosissimo tramezzino preconfezionato da Tesco.

Sono stato a Regen’ts Park ed ho pensato: ma gli alberi sanno che mese è? Beh, a me sembra assurdo che stiano prendendo i bellissimi colori dell’autunno (che amo tanto), mentre a Londra fa più caldo che durante tutta l’estate. Quindi, o questi alberi sanno che mese è, oppure ormai non ci capiscono più una cippa e semplicemente fanno a casaccio. Next.

L’Italia è veramente un paese assurdo. Vai dal medico, ti manda a fare una lastra, e per la riservatezza sui dati personali, tu non puoi guardare la tua stramaledetta lastra da solo. Sai com’è, la privacy va protetta. Auto-privacy, insomma. Non devi sapere nemmeno che cazzo hai! 😀

P.S. Vado a farmi un piatto di pasta. 🙂

Hampstead Heath

Yesterday I went to Hampstead Heath. It is a very big park at north-west of London and, with a sunny day, it is an amazing place to visit. I saw different types of landscape: from big play fields to rough wild life. All in the same place. That’s great. I’ve also shot a lot of photographs (almost one-hundred). But I suggest you to visit the park yourself. 😉  

Alitalia?

26 Settembre 2008

La storia Alitalia ormai tocca il ridicolo: le compagnie europee, scoperto che in Italia siamo dei pirla assurdi, hanno deciso di partecipare in parte alla CAI, comprandosi per pochi spiccioli quello che stavano per comprare ad una cifra ragionevole solo sei mesi fa. Mi riferisco all’interesse di AirFrance all’acquisto di una quota che va dal 10 al 25%. E pare ci sia anche un interesse di Lufthansa. Ma questo e’ da vedere ancora.
Tutto questo accade mentre PDL e PDL-senza-la-L si danno battaglia su chi ha il merito della firma della CGIL (come se fosse una cosa di cui vantarsi!). E mentre ad AnnoZero il ministro Castelli sorride mentre lo sbuggiardano in diretta.
Ma tralasciando questo “particolari”, leggete questi due articoli:

Il primo articolo e’ la lettera di Toto al il Sole 24 Ore. E la seconda e’ la risposta. Ovviamente, nel giochino CAI, c’e’ anche AirOne (di cui si parla troppo poco), che spera di togliersi di dosso tutti i debiti accumulati per il rimodernamento della flotta. Evidentemente un passo troppo grande per le capacita’ dell’azienda. Che succedera’ domani?

20 Settembre 2008

Vi consiglio di leggere questo articolo:

Ovviamente le cose che dice Epifani sono giuste. E Berlusconi deve smettere di farci credere (di far credere a chi ci crede) cose non vere. Troppo facile parlare sull’onda del populismo o raccontare mezze verità per cercare di ottenere la ragione. Dall’altro lato, anche Epifani dovrebbe fare un passettino indietro e rivedere alcune sue politiche, che forse sono un po’ troppo rigide.
Ad ogni modo penso che il fallimento sia una giusta soluzione al problema Alitalia. In un’altra nazione civile sarebbe già chiusa da tempo.

18 Settembre 2008

Ecco, la frittata è fatta. Ma non sono troppo scontento: abbiamo evitato che una proposta ridicola diventasse verità. E se questo costerà il fallimento dell’Alitalia, ben venga. Si tratta di un’azienda che si trascina da anni. La sua morte è una soluzione. La vendita totale ad un’azienda con le carte in regola è una seconda soluzione. Ma lasciare i debiti allo stato e “rubacchiare” per 4 soldi il meglio dell’azienda, questa non è una soluzione da paese civile. Quindi spero proprio che la CAI vada a fan**lo… e veloce veloce pure!
Vediamo se spunta qualcosa domani!

7 Settembre 2008

No, ma aggiungiamole due paroline. Perché non è mica giusto lasciare dire tutto a Travaglio. Anche perché, quando qualcuno sente questo nome, si incomincia subito a parlare di cospirazione e di attacco della sinistra comunista e rossa al presidente del consiglio.
Ma evidente il Sole 24 Ore non la pensa allo stesso modo, visto che oggi ha pubblicato un bellissimo articolo che ridice le stesse cose di Travaglio e, se possibile, aggiunge anche. E questo articolo è la continuazione di uno altrettanto interessante (che però mi era sfuggito), che vi consiglio di leggere per avere un quadro ancora più preciso.

Non facciamoci prendere per il culo da questo buffoni. Spegniamo quella ca**o di TV e leggiamo più giornali.

2 Settembre 2008

Nient’altro da aggiungere. :S