Non ho mai riletto un libro 2 volte, eppure c’era un libro che attirava la mia attenzione da tempo, probabilmente a causa di una strana avventura che ho avuto con lui. Si tratta di “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, probabilmente il suo libro più importante.
Quando l’ho letto la prima volta avevo 17 o 18 anni, più o meno. La prof d’italiano lo tirò fuori dalla polverosa e inutile biblioteca del liceo che frequentevo, e me lo propinò come il punto iniziale del percorso che avrei poi portato all’esame. Lo lessi e, pur capendo che era un gran libro, non capì realmente quanto bello e complesso fosse. Non avevo mai letto libri… e se lo avevo fatto, non mi ero mai curato di capirli fino in fondo. Non che adesso ne sia in grado, sia chiaro, ma almeno ci provo. All’epoca invece… semplicemente non mi ponevo il problema!!!
Poiché il libro era della biblioteca, lo resi quando lo finì di leggere. E poiché nella mia piccola biblioteca ci devono essere tutti i libri che ho letto, ne comprai una copia tempo dopo che semplicemente infilai al suo posto, accanto a molti altri libri di Calvino che ho letto successivamente.
Poi questo libro ritorna. Più che altri libri che ho creduto più vivi e pieni di passione (come il Werter o L’insostenibile leggerezza dell’essere), questo ritorna sempre. Eppure non ci avevo dato tanto peso.
Così in questi giorni ho preso in mano quella copia mai sfogliata ed ho incominciato a leggerlo di nuovo. E visto le mie sensazioni, è come se lo leggessi adesso per la prima volta.