Thoughts

Frammenti di memoria

Non so esattamente cosa stavo cercando oggi. Ma ho incominciato a scavare dentro gli scatoloni che 6 mesi fa ho spedito da mamma e papà. Al loro interno, un pezzo della mia vita: gli anni pisani.
Avevo la sensazione che dovevo scavarci dentro. Una sorta di richiamo inconscio. In questi giorni mi sento così “puzzled” (mi piace un casino sta parola… a voi?), combattuto tra tante sensazioni che mi sembra di non riuscirne a trovare un filo. E come se non bastasse, le persone ci si mettono dentro anche per incasinarmi di più la mente, per ficcare i miei sentimenti in un frullatore e tirarci fuori un bel frappè.
La prima cosa che cercavo era sicuramente la mia tesi. Chi mi conosce, sa quanto questo sia un punto dolente, un nodo al dito che mai verrà sciolto. Ma ho creduto che leggere le dediche dei miei amici avrebbe sistemato qualche pezzo del puzzle al posto giusto. E così mi ritrovo a leggere queste cose:

Devo dire che per essere una tesi scritta mentre si chatta su MSN, è una bella tesi…
— Giuseppe

oppure…

Mi fa piacere pensare che i caffè e i kebab presi insieme ti abbiano dato la giusta “lucidità” e “forza” per arrivare fin dove sei arrivato! E siccome ne avrai ancora bisogno ti aspetto per i prossimi…
— Giovanni

ed ovviamente per chiudere il cerchio:

Ciao (bip). Su questa tesi hai posto una pietra miliare per la tua crescita (credo, non riesco a leggerlo bene). Ora viene la parte più bella e divertente… arrivano i primi soldi e le prime soddisfazioni con il sudore della tua fronte… non dimenticare però il cazzeggio, di cui tu sei maestro.
— Antonio

Chi non mi conosce, non crede come abbia potuto prendere l’università così “alla leggera”. Chi invece mi conosce bene sa che ho sempre saputo dare a tutto il suo peso…
Ma ci sono due dediche che ora più che mai acquisiscono significato. Di Marilena la prima, che scrisse dopo solo pochi mesi di conoscenza queste parole:

Numquam Felix Eris, Dum Te Torquebit Felicior * (cit. Seneca)
Mi raccomando, sorridi un po’ alla vita, giacché la vita sembra proprio sorriderti!!
In bocca al lupo per la nuova avventura,
— Marilena
* P.S. traduco, nel caso non ricordassi il latino…
Giammai sarai felice finché ti tormenterai perché un altro è più felice

E forse lei veramente aveva capito tutto di me. Ma c’è un’altra dedica illuminante… che ovviamente poteva scrivere solo una persona:

Solo davanti a questa pagina bianca si è dischiuso il mistero della penna che ieri mi è stata recapitata senza ulteriori spiegazioni.
Ti auguro di non restare impigliato nella rete del trading, ma di continuare quel viaggio che da I canti al Profumo ti ha portato fin qui.
— Giusi

Si! Quel viaggio l’ho continuato. Nel trading ci sono rimasto poco, anche se non sono ancora sicuro che non fosse realmente la mia strada. Ma certe volte forse è meglio smettere di viaggiare per trovare il proprio equilibrio. Ok, la fisica dice che l’equilibrio può essere anche dinamico. 🙂 Ma la verità è che la stabilità arriva con la staticità, quando la ricerca finisce e si tira una linea. Come dice Francesca, “quando chiudi il cerchio”.
Tante altre cose ho tirato fuori dai miei scatoloni: ricordi dei miei viaggi in Inghilterra ed Olanda, i libri di Philip K. Dick o le vecchie riviste di chitarre. Ho tirato fuori i miei dischi, che tanto ho amato, ascoltato, sezionato, alla ricerca di ogni singola nota, parola o colpo di batteria che potesse avere un senso. E tirando fuori questa roba dagli scatoloni, ho capito che tutto ciò che rende la vita in equilibrio in un determinato posto e momento non fa altro che renderla più confusa altrove ed in un altro tempo. In altre parole che l’equilibrio va cercato giorno per giorno, costantemente, come un inseguimento affannoso verso una meta irraggiungibile.
Insomma, non si può mai essere felici… 🙁

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *