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Violenza

Non saprei dove iniziare per parlare di questo argomento. Non sono il presidente del consiglio, che ha sempre una battuta di cattivo gusto per tutti. Ed anche sforzandomi di tirare fuori una battuta di cattivo gusto, onestamente non ci riesco.
Dopo il traffico di clandestini, dopo il traffico di droga, dopo il traffico della prostituzione e dopo i furti in casa e le rapine, pare che ormai gli stranieri clandestini in Italia abbiano trovato il nuovo loro hobby preferito. Onestamente non me ne frega niente di generalizzare: i clandestini in Italia sono dei criminali perché l’Italia è un posto dove delinquere è permesso (…a tutti i livelli)!
Ma il caso che più mi ha agitato il sangue nelle vene è quello del panettiere romano, tutt’altro che straniero, decisamente non clandestino, ma ugualmente feccia. Mi ha agitato le vene per la stupidità del gesto, per la stupidità del personaggio (che due ore prima dell’atto selvaggio si fregiava di buon senso davanti le telecamere di Studio Aperto1) e per la stupidità della scusante (avevo bevuto ed ero drogato). Mi ha agitato le vene perché ho pensato ai suoi arresti domiciliari, coccolato a casa tra i genitori. In mezzo alle mie riflessioni passa il tentativo di empatizzare le sensazioni dei genitori dei “protagonisti”2 della vicenda, anche se con scarsi risultati.
Quando questo essere è stato riportato per gli arresti domiciliari ho pensato che lo Stato avesse perso un’altra occasione. Potevo capire le dichiarazioni della ragazza3 e le dichiarazioni di Alemanno, oltre che di altri esponenti politici. Poi ho staccato la spina delle emozioni ed ho attaccato quella del cervello. Ho spulciato, ho letto ed ho capito che la custodia cautelare non è l’anticipo della pena. Ho capito che lo Stato non fallisce in un arresto domiciliare. Lo stato fallirà (e di questo sono tristemente sicuro) quando questo essere patteggierà, avrà una pena assolutamente ridicola, magari indultato e tutto finirà a tarallucci e vino. E la vittima? Per la vittima non cambierà più niente tra il vedere questo essere libero o in galera per il resto della vita. La sua vita è ormai cambiata per sempre, ha preso un altro corso, lontano da quello di sempre, che difficilmente potrà essere recuperato. Lei non dimenticherà più.
Lo stato non può fallire di nuovo! Non può permettere che gente che inneggia allo stupro di gruppo possa avere un’occasione per ferire ancora. Lo stato non può permettere che la gente pensi che delinquere è permesso perché la si fa sempre franca in qualche modo!

  1. E già qui ci sarebbe da discutere, visto il “buon senso” del TG in questione.
  2. Più che della vittima, la cui ferita nell’anima, più che nel corpo, è semplicemente inavvicinabile.
  3. Anche se poi ritrattate.

1 thought on “Violenza”

  1. Non ho parlato degli altri due casi di violenza sessuale di questi giorni. Non che loro mi abbiano toccato diversamente, ma in realtà mi premeva sottolineare che immigrato non significa delinquente ovunque. Mi premeva sottolineare che questa cosa è particolarmente vera in Italia perché siamo un paese con un classe politica mediocre, che segue le reazioni della folla o che porta la folla a pensare quello che si ha interesse che pensi. E nel mentre i problemi reali vengono trascurati, lasciando che non ci sia la certezza di vedere in gabbia chi è un male per la società.

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