Musica? Maestro?

Chi ha studiato uno strumento per un po’ di tempo conosce bene la sensazione di “blocco” che a volte si prova. E’ come entrare in una spirale, incominciando a suonare sempre le stesse cose, nello stesso modo, con la stessa intenzione, quasi meccanicamente,  senza sentimento.
Non ho mai visto la chitarra come uno strumento, ma piuttosto come uno Strumento1. Più che un martello per infilare un chiodo nel muro, l’ho vista come una valvola di sfogo, emozioni e sentimenti tramutati in vibrazioni, note… musica. Ed è con questo stesso spirito che ascolto i miei dischi ogni giorno.
Ultimamente le cose non vanno più così. Ho sotto il letto una chitarra che mai avrei solo lontanamente immaginato di possedere, che è stata il mio sogno irragiungibile per anni. Quando l’ho comprata, avrei dovuto sentirmi al settimo cielo, ed invece non ho mai digerito la “colpa” di aver speso così tanti soldi.
Ovviamente non è solo questo. Forse dentro di me è scattato qualcos’altro, una sorta di repulsione verso la musica. E’ come se non avessi più niente da dire, come vuoto dentro, incapace di esprimere un’emozione. O forse incapace di provarle del tutto. E quelle poche volte che riesco a suonare, con il suono più violento che ho a disposizione, tiro fuori la frustrazione di non essere capace di dire nient’altro che rabbia. Ed è certamente un sentimento anche questo, che forse mi appartiene più di altri. La rabbia di essere incapace di esprimere il mio potenziale.
Non so cosa sarà della mia chitarra o del mio essere “chitarrista”. Forse si sta avvicinando la fine di questa mia avventura. O forse ho solo bisogno di smettere del tutto di suonare, portare la mia bella chitarrina il più lontano da me (perché a volte la voglia di venderla è forte!) e ripensarci tra un bel po’. Magari con uno spirito diverso. Se possibile.

  1. L’utilizzo delle maiuscole e delle minuscole non è casuale

Frammenti di memoria

Non so esattamente cosa stavo cercando oggi. Ma ho incominciato a scavare dentro gli scatoloni che 6 mesi fa ho spedito da mamma e papà. Al loro interno, un pezzo della mia vita: gli anni pisani.
Avevo la sensazione che dovevo scavarci dentro. Una sorta di richiamo inconscio. In questi giorni mi sento così “puzzled” (mi piace un casino sta parola… a voi?), combattuto tra tante sensazioni che mi sembra di non riuscirne a trovare un filo. E come se non bastasse, le persone ci si mettono dentro anche per incasinarmi di più la mente, per ficcare i miei sentimenti in un frullatore e tirarci fuori un bel frappè.
La prima cosa che cercavo era sicuramente la mia tesi. Chi mi conosce, sa quanto questo sia un punto dolente, un nodo al dito che mai verrà sciolto. Ma ho creduto che leggere le dediche dei miei amici avrebbe sistemato qualche pezzo del puzzle al posto giusto. E così mi ritrovo a leggere queste cose:

Devo dire che per essere una tesi scritta mentre si chatta su MSN, è una bella tesi…
— Giuseppe

oppure…

Mi fa piacere pensare che i caffè e i kebab presi insieme ti abbiano dato la giusta “lucidità” e “forza” per arrivare fin dove sei arrivato! E siccome ne avrai ancora bisogno ti aspetto per i prossimi…
— Giovanni

ed ovviamente per chiudere il cerchio:

Ciao (bip). Su questa tesi hai posto una pietra miliare per la tua crescita (credo, non riesco a leggerlo bene). Ora viene la parte più bella e divertente… arrivano i primi soldi e le prime soddisfazioni con il sudore della tua fronte… non dimenticare però il cazzeggio, di cui tu sei maestro.
— Antonio

Chi non mi conosce, non crede come abbia potuto prendere l’università così “alla leggera”. Chi invece mi conosce bene sa che ho sempre saputo dare a tutto il suo peso…
Ma ci sono due dediche che ora più che mai acquisiscono significato. Di Marilena la prima, che scrisse dopo solo pochi mesi di conoscenza queste parole:

Numquam Felix Eris, Dum Te Torquebit Felicior * (cit. Seneca)
Mi raccomando, sorridi un po’ alla vita, giacché la vita sembra proprio sorriderti!!
In bocca al lupo per la nuova avventura,
— Marilena
* P.S. traduco, nel caso non ricordassi il latino…
Giammai sarai felice finché ti tormenterai perché un altro è più felice

E forse lei veramente aveva capito tutto di me. Ma c’è un’altra dedica illuminante… che ovviamente poteva scrivere solo una persona:

Solo davanti a questa pagina bianca si è dischiuso il mistero della penna che ieri mi è stata recapitata senza ulteriori spiegazioni.
Ti auguro di non restare impigliato nella rete del trading, ma di continuare quel viaggio che da I canti al Profumo ti ha portato fin qui.
— Giusi

Si! Quel viaggio l’ho continuato. Nel trading ci sono rimasto poco, anche se non sono ancora sicuro che non fosse realmente la mia strada. Ma certe volte forse è meglio smettere di viaggiare per trovare il proprio equilibrio. Ok, la fisica dice che l’equilibrio può essere anche dinamico. 🙂 Ma la verità è che la stabilità arriva con la staticità, quando la ricerca finisce e si tira una linea. Come dice Francesca, “quando chiudi il cerchio”.
Tante altre cose ho tirato fuori dai miei scatoloni: ricordi dei miei viaggi in Inghilterra ed Olanda, i libri di Philip K. Dick o le vecchie riviste di chitarre. Ho tirato fuori i miei dischi, che tanto ho amato, ascoltato, sezionato, alla ricerca di ogni singola nota, parola o colpo di batteria che potesse avere un senso. E tirando fuori questa roba dagli scatoloni, ho capito che tutto ciò che rende la vita in equilibrio in un determinato posto e momento non fa altro che renderla più confusa altrove ed in un altro tempo. In altre parole che l’equilibrio va cercato giorno per giorno, costantemente, come un inseguimento affannoso verso una meta irraggiungibile.
Insomma, non si può mai essere felici… 🙁

Bye bye, 2008

I’ll try to make an english traslation of this entry. Have a look down.

Che hanno incredibile questo 2008. Non posso contare il numero di cose straordinarie che mi sono successe.
Prima di tutto, dopo 7 anni passati a Pisa, tra alti e bassi, mi sono trasferito in una nuova città. E l’ho fatto in grande stile: Londra. Semplicemente meraviglioso! Ok, sono tornato alla “vita universitaria”, e questo potrebbe anche sembrare un fare un passo indietro. Ma non è una cosa che mi pesa realmente.  Il numero di incredibili esperienze che sto accumulando, professionali e – soprattutto – di vita, ripagano il passo indietro fatto dal mondo del lavoro alla vita universitaria.
Il lavoro, che ha riempito la mia vita per metà di questo anno, ha scritto sicuramente un’importante pagina della mia vita, trasformando le mie conoscenze teoriche in un fondamentale strumento per il lavoro di ogni giorno. Una lezione che non potrò mai dimenticare. Inoltre molti dei miei colleghi di lavoro adesso sono molto più di questo: sono amici.
Quest’anno mi ha fatto anche assistere ai primi matrimoni a cui ho veramente avuto il piacere di assistere: cari amici che rappresentano più che semplice persone incontrate durante gli anni universitari.
E’ stato anche l’anno di tante altre piccole cose: la lingua inglese, l’estate a Londra, una nuova chitarra (quella che forse ho desiderato più di tutte), il dottorato, il “nuovo” amore per la fotografia.
Se guardo indietro e penso agli anni appena passati, sicuramente metto questo 2008 su uno dei gradini più importanti della mia vita.
Grazie a tutti per aver reso speciale anche quest’anno! 😉

P.S. Questo è anche il primo anno in cui non ho mandato la mia solita email di auguri di buon anno. Ormai tutti usano Facebook… 🙁

What incredible year this 2008. I can’t count the number of extraordinary things that happened to me.
First of all, after I had been living in Pisa for 7 years, between good and worst moments,  I moved in a new city. And I’ve done it the best way possible: London. Simply amazing. Ok, I come back to the “university life”, and that seems to be a step back, but it’s not really a problem for me now. The incredible number of experiences that I’m doing, both professional and – expecially – of day-by-day life, repay the step back from the “work world” to the university life.
My job, that had fill up my life for half of this year, had written an important page of my life, turning my theoretical knowledge to a fundamental tool for the every-day job. A lesson that I will never forget. Moreover some of my workmates are now more that this: they are friends.
During this year I also attended the first weddings which I’m very happy to attend: great friends that are for me more that people met during the university years.
It has been also the year of many little events: english language, the summer in London, a new guitar (probably the one that I deside stronger than ever), my PhD, the “new” love for photography.
Looking back and thinking about the past years, this one is absolutely one of the most important of my life.
Thanks everybody because you made this year special! 😉

P.S. This is also the first year without the usual “new year’s eve” email. Now everybody uses Facebook… 🙁

Passato

Questa sera sono triste. Non perché sia rimasto a casa, nonostante la cosa mi disturbi alquanto. Ma più che altro per il motivo per cui sono rimasto a casa.
A volte ho la sensazione che la mia vita grottagliese sia così spenta perché io sono Davide. Certo, può sembrare una considerazione banale, ma di fatto non lo è. Non lo è perché ognuno di noi si porta dietro il suo passato. Ed è così dura a volte far cambiare idea alla gente. Specialmente quando si tratta della loro idea sulle persone.
A volte penso a me. Penso a com’ero, a come sono, cosa ho migliorato e cosa ho peggiorato… cosa vorrei ancora cambiare. Perché in fin dei conti viviamo la nostra intera vita lavorando su noi stessi, nel tentativo di alimentare i nostri punti forti e limare i nostri punti deboli. Sono anche convinto che la maggior parte delle persone (che conosco e che non conosco) la pensino allo stesso modo.
M’immagino cosa pensano di loro stesse le persone che a distanza di dieci anni dal nostro primo incontro, pensano di me esattamente cosa pensavano dieci anni fa. E mi chiedo perché a distanza di tanti anni continuano ancora a conservare di me la loro perseverante opinione, mentre io semplicemente vorrei “conoscere” di nuovo queste persone.
Questa sera ho ricevuto un invito. Una pizza chissà dove e (forse) partita a Bowling. Non avrei potuto chiedere di meglio! Sarebbe stato l’ideale di me. Ma dopo una prima (fugace) euforia, ho pensato alla gente che ci sarebbe stata. Ed ho pensato a come mi sarei sentito scrutato, indagato. Ho pensato a come mi sarei sentito a disagio. Ho pensato che sarebbe stato meglio stare a casa. Ed ho pensato che mi sarei sentito così perché dieci anni fa qualcuno ha pensato che sono uno “che quando ti prende, non ti molla più”. E che l’amica pensa che sono uno scassa minchia perché ho rotto la minchia alla sua amica. O che l’altro amico mi guarda sempre male perché … boh! Mi viene da dire … ma vaffanculo!

C’è qualcuno là fuori che vuole passare il tempo con un bravo ragazzo, generoso e gentile? Ho solo un difetto: dico sempre la verità, senza girarci attorno. Diretto, senza ricami. Ah, ho anche un altro difetto: sono squattrinato. E non ho una macchina costosa. Anzi, solitamente vado in giro con una Panda scassata vecchia quanto me. O quasi…

P.S. Voglio tornare a Londra! 🙁

Ten…

…album (temporal order):

  1. Queen – Innuendo;
  2. U2 – Achtung Baby;
  3. Led Zeppelin – The Song Remains the Same;
  4. Megadeth – Youthnesia;
  5. Tool – Aenima;
  6. Dream Theater – Metropolis part. 2: Scenes from a Memory;
  7. Pink Floyd – The Wall;
  8. Extreme – 3 Side of Every Story;
  9. Joe Satriani – Crystal Planet;
  10. Porcupine Tree – In Absentia.

…songs (that’s hard… but ten songs are not enough!!!):

  1. U2 – Stay;
  2. Dream Theater – Finally Free;
  3. Pink Floyd – Comfortably Numb;
  4. Tool – Stinkfist;
  5. Megadeth – A tout le monde;
  6. Andy Timmons – A Night to Remember;
  7. Steve Vai – For The Love of God;
  8. Audioslave – Shadow on the Sun;
  9. Negrita – Luna.

…books (a sort of temporal order):

  1. I. Calvino – If on a Winter’s Night a Traveler;
  2. J. W. Goethe – The Sorrows of Young Werther;
  3. U. Foscolo – The Last Letters of Jacopo Ortis;
  4. L. Pirandello – The Late Mattia Pascal;
  5. Kundera – The Unbearable Lightness of Being;
  6. D.H. Lawrence – Lady Chatterley’s Lover;
  7. Antoine de Saint-Exupéry – The Little Prince;
  8. G. Orwell – 1984;
  9. P.K. Dick – The man in the high castle;
  10. C. Bukowski – Post Office.

…movies:

  1. Blade Runner
  2. Forrest Gump
  3. The Big Lebowski
  4. The Bicentennial Man
  5. 2001: A Space Odyssey
  6. The Insider
  7. Match Point;
  8. Star Wars Ep. VI: Return of the Jedi;
  9. Radio Freccia (an italian movie);
  10. V per Vendetta.

…but how many important things I’ve forgot? 🙁