Mi ha quasi costretto Davide, un mio amico grottagliese che vive a Londra, ingegnere informatico. Così ho conosciuto Facebook. Non è stato amore a prima vista. Dal momento dell’iscrizione sono passati mesi. È intervenuto sempre lui, Davide: “This profile is too empty…”, mi scrisse. “Questo profilo è troppo vuoto”. Riempiamo. Scuola, lavoro, interessi. Qualche foto. È cominciato tutto così, al ritorno dalle vacanze estive 2008, complice un nuovo PC. Con un doppio risultato. Nel passato e oggi. Il più bel regalo che Facebook mi ha fatto è stato ricomporre pezzi della mia adolescenza. Un ponte con gli anni più belli, quelli del Liceo Moscati. Un decennio di silenzio, di notizie sporadiche, che si è assottigliato in un soffio e mi ha riconsegnato i volti e le parole di alcuni degli amici più cari. I miei compagni di liceo: Piergiuseppe è a Singapore, in mare, su una piattaforma; Irene a Milano, due gemelli e vita da prof precaria. Lontani, eppure ogni giorno riesco a sapere qualcosa di loro – e loro di me. Al gruppo si sono uniti poi i colleghi: opinioni in libertà , pagine aperte sull’attualità politica e sociale, riflessioni e proposte sul nostro lavoro. Chi incontri ogni giorno in conferenza stampa e impari a riconoscere in maniera diversa. Chi non hai mai incontrato, come Andrea (Purgatori, quello del caso Ustica) e che con le sue risposte ogni giorno ti dà un motivo in più per continuare a fare il giornalista. Considero infine Facebook come uno spazio di confronto. È interessante discutere di politica (Fabio e Mario – Mario Adinolfi, l’anti-Veltroni! – sono il mio occhio a livello nazionale). Amo commentare i film, muovermi tra vecchia e nuova letteratura (Rossano, scrittore e Cristiano, grafico, con gli incontri culturali di “Citofonare interno 7”, a Roma, sono diventati un caso). Mi piace inserire (come in un blog) poesie, testi, articoli. Comunicare un po’ del mio mondo. Finalmente un luogo – nella Rete – dove comparire con nome e cognome, con la tua storia e i tuoi pensieri. Se usato con criterio e senza morbosità può essere utile e piacevole. In altalena tra nostalgie (ritrovare qualcuno a cui vuoi bene) e momenti quotidiani (organizzare una cena tra colleghe ora è più facile). Il garante ha obiettato: “E la privacy?”. Non un problema per me – che da anni lavoro nella redazione di Studio 100 TV. I commenti e i suggerimenti dei telespettatori sono sempre un momento di confronto. Anche su Facebook.
…il Davide dell’articolo sono io! 😛
Prima o poi due considerazioni su Facebook le voglio scrivere anche io. Ma aspetto l’ispirazione. 😉