Il titolo di questo blog entry è emblematico: una storia già vista. E’ quella di Riccò. E per chi di voi sa quanto amo il ciclismo, sa anche quanto queste storie mi sanno di truffa, oltre che di vergogna per uno sport bellissimo.
Posto che Riccò è stato fermato, ma ancora non ci sono conferme certe su cosa realmente gli hanno trovato nel sangue (almeno da quello che ho potuto leggere), non ho nessuna intenzione di partire con giudizi affrettati (ed anche poco giustificati).
Però vorrei fare (ad alta voce, per cosi dire) una riflessione sullo stato del ciclismo e su cosa succede da circa 10 anni a questa parte con una costanza disarmante. Ogni anno accade che la federazione ciclistica internazionale ci vuole far credere di aver trovato nuovi metodi di controllo. Poi la stagione inizia (viene mai interrotta?) ed iniziano le classiche primaverili. Forse le corse più belle, ma sono quelle che puzzano sempre piu’ di bluff. Non so perché, ma non mi convincono mai! Troppi corridori che spuntano all’improvviso con una forma smagliante. E poi arriva il Giro d’Italia… che corsa inutile! Praticamente non la corre più nessuno, tranne gli italiani (molti dei quali “tanto per”). E non venitemi a dire che quest’anno l’ha vinta Contador (un altro che non si sa ancora come faccia), perché come scusa regge poco! Non avrebbe dovuto esserci, visto che il giorno prima era al mare (ve la ricordate ‘sta minchiata che dicevano tutti durante il giro?).
Dopo un mesetto di silenzio totale, arriva il Tour de France. E chissà come mai, dopo che è trascorsa praticamente metà stagione, si riprende a parlare di doping. Come se fin a quel punto non fosse mai esistito! Al Tour De France si vedono corridori dopati, squadre escluse, vincitori ripudiati. E come se non bastasse, gendarmeria sempre pronta a prendere il corridore di turno ed a portarlo in galera. Si sa, una notte al fresco non fa mai male a nessuno.
Allora ci sono due ipotesi possibili:
- Al Tour de France sono completamente rincoglioniti;
- Tutti, tranne quelli del Tour de France, sono rincoglioniti.
Personalmente propendo per il pensare che tutti gli altri siano rincoglioniti. Anche se questo non e’ certamente il termine adatto. Si tratta, palesemente, di un comportamento con le federazioni ciclistiche accettano per mantenere alto del valore spettacolo-ciclismo. Un’atteggiamento orrendo, uno sputtanamento del gesto sportivo.
A questo punto, cos’ha più valore? Possiamo piu’ tornare ad appassionarci per il prossimo grande campione? Come possiamo ancora appassionarci a questo sport se ci rendiamo conto che viene svenduto al migliore offerente come se fosse il prossimo spettacolo del comico di turno? 🙁
E cosa volete aggiungerci piu’ ormai? Leggete questo, uno dei tanti articoli di oggi sul caso Ricco’. Come se quelli della squadra davvero non sapessero nulla. Ma andatela a raccontare a qualcun’altro!