…la caccia continua!

Parlare con i professori che potrebbero diventare tra qualche giorno i miei relatori mi ha aperto nuove prospettive. In un certo senso alcuni dei pilastri su cui mi ero mantenuto… adesso barcollano. Sono indeciso. Sapevo che scegliere la tesi mi avrebbe portato davanti a qualche scelta. Ma non credevo che queste scelte fossero così “pesanti”.
Sto cercando di prendere tutto guardando una tappa per volta. Adesso c’è la mia tesi… la mia laurea. Però devo guardarla anche in un altro modo: quante prospettive mi apre questa tesi? Alcune di quelle che mi sono state proposte sono palesi perdite di tempo. Altre invece sono semplici lavori “da carico”… mi dispiace dirlo, ma spesso i professori ci vedono come bimbi a cui dare il lavoro che per loro è troppo poco importante. Invece una tesi ha suscitato in particolare il mio interesse… forse andra in questa strana e nuova direzione…. mi sono sempre piaciute le sfide!

Vi tengo informati… 😉

Beh, inizia la caccia!

Ogni studente universitario arriva al bivio fondamentale “caccia-tesi”. Per alcuni è una scelta come le altre, per altri (come me) è una scelta importante.
Non sono sicuro che la tesi perfetta apra le porte alla carriera perfetta. Rimane comunque il fatto che la tesi sbagliata sicuramente ti chiude tante porte… almeno credo!

Ad ogni modo il mio giro di contatti con i professori che più mi sono sembrati serii e disponibili è iniziato. A questo punto tutto dipende solo da me.

…speriamo bene!

La mia bella crisi d’identità…

Beh, non c’è male! Nel giro di pochi giorni tutto il mio mondo è un po’ caduto. Quando un pilastro della tua vita ti viene tolto, trovare subito un altro stabile appoggio è molto difficile.

Così adesso non mi sento più in grado di decidere il meglio quando la gente si aspetta da me decisioni ferme: come fai a mostrare fermezza se dentro non lo sei?
E’ una situazione tutt’altro che bella, perché le decisioni fanno parte della mia attività e non essere in grado di prenderle diventa un problema insormontabile!
Ma quando devi prendere decisioni e queste devono riguardare molte persone, è impossibile trovare la decisione perfetta. La decisione perfetta non esiste!!! E di questo ne sono fermamente convinto!
Va quindi trovate la decisione che scontenta meno persone possibili… oggi ne ho scontentate troppe! Ma è solo un riflesso: io sono stato l’oggetto di una decisione che ha scontentato tutti!!!

Amici… per forza?

Il sentimento dell’amicizia è probabilmente una delle cose più belle che si possano vivere. E’ un sentimento comune di complicità, ma anche di comunione d’intenti, di interessi comuni, di scambio reciproco di sensazioni ed emozioni, oltre che scambio di costruttivo di opinioni. Quando questi elementi vengono a mancare, l’amicizia perde la sua ragione d’essere ed automaticamente le persone si allontanano.
Eppure a volte viviamo il sentimento “dell’amicizia per forza”. E’ una sorta di gioco al tira e molla per cui due persone devono sentirsi per forza obbligate a frequentarsi. Ma dove sta scritto? Il fatto che in passato si sia stati bene insieme, non significa automaticamente che il presente debba essere simile. A volte le vite delle persone si dividono ed incominciano a camminare su binari lontani, che portano diverse esperienze personali, diverse maturazioni, diversi caratteri. A quel punto, quelle stesse persone che un tempo sono state complici di mille avventure, adesso sono lontane anni luce. E può anche succedere che il cambiamento di uno dei due non piaccia all’altro… o il non cambiamento… magari dopo tanto tempo ti aspetti una persona diversa e mentre tu sei andato avanti, l’altra è invece rimasta ferma, lì dove non sei più disposto a tornare.

Queste dinamiche (per certi versi sono molto simili a quelle di un rapporto di coppia) sono quasi indipendenti dal tempo passato insieme e dalla lontananza (…a dire il vero, qualcosa lontananza e tempo insieme c’entrano!). A volte sono esperienze singole ad allontanare persone, come ad esempio qualcosa a cui dai enorme importanza, ma che viene completamente ignorato. Sono queste piccole cose che ti fanno rendere conto che il rapporto è ormai stanco, logoro… silenzioso… forse è il momento di cercare altre amicizie e lasciare che quelle vecchie facciano (o non facciano) le loro esperienze lontano da noi.

Io da un po’ di anni sto svoltando decisamente e di quel grande gruppo che avevo lasciato nella mia città ormai è rimasto ben poco (e rimane sempre di meno di anno in anno). Fortunatamente ho trovato degni, per me molto migliori, sostituti. So quello che ho lasciato, ma so quello che ho trovato!

Campioni del Mondo …?!?

…è incredibile! Ancora non realizzo! Ricordo ancora la sera del ’94 e quei rigori beffardi che avevano regalato la coppa ad una nazionale brasiliana non più meritevole di noi. Ricordo ancora i rigori del ’98 e la Francia che immeritatamente ci rimanda a casa per poi andare a vincere la “sua” coppa (quella si, meritatamente in finale). E poi ricordo tante altre memorabili partite, alcune viste dal vivo, altre rivissute grazie alle decine di trasmissioni TV rievocative, che tanto ci fanno sognare quando di sogni da vivere non ce ne sono… ed una su tutte, quell’incredibile 4-3 di Messico ’70.

E poi c’è la notte del Bernabeu ed il bellissimo, e mai così tanto meritato, mondiale dell’82. Io c’ero: ero lì che esultavo con la mia famiglia, anche se ancora non capivo quanta gioia 11 persone che corrono dietro ad una palla possono trasmetterti… quelle incredibili emozioni che ti fanno vibrare e giore… ed ogni tanto ti scuotono e ti sconfortano.

E così, dopo tante delusioni e qualche soddisfazione meritata ma non arrivata (…che tristezza la finale dell’europeo del 2000!), finalmente possiamo gioire. Possiamo gioire della nostra nazionale: non del fatto che ha vinto, ma del fatto che dopo tanti anni è un gruppo vivo, che ha voglia di vincere e di dimostrare il proprio valore. Possiamo gioire della nostra nazionale perché sono fieri di poterci fare felici. Possiamo gioire della nostra nazionale perché, nonostante mancassero quei grandi campioni sventolati da nazionali fallimentari, noi possiamo salire sul tetto del mondo. E possiamo farlo dopo esserci presi 2 grandi soddisfazioni contro i nostri vicini di casa!

…e si! Perché questo mondiale è ancora più bello perché è quello delle rivincite: la rivincita contro Hiddink che con la sua corea ci mandò immeritatamente a casa 4 anni fa (…e non nomino l’arbitro!); la rivincita contro i tedeschi e le loro stupide prese di posizione giornalistiche (…hanno fatto il nostro gioco e ci hanno caricato ancora di più!); la rivincita contro i nostri odiati vicini francesi, che con il loro odio per noi mascherato da grande “amicizia” ci hanno veramente rotto i coglioni.

E si… soprattutto Germania e Francia sono la nostra rivincita: i tedeschi che vengono in Italia e trattano il nostro paese come il loro bagno ed i francesi che belli ed educati, nascondono per noi dietro un velo di falsità, profondo disprezzo.

Siamo campioni del mondo e ce lo siamo meritati. Non abbiamo espresso grandi valori tecnici, ma ci abbiamo creduto. Siamo stati fortunati ed a volte ci vuole: Nesta si fa male e Materazzi sale in cattedra e forma con Cannavaro una coppia/muraglia (…peccato per la sua espulsione: immeritata! Peccato per Nesta… un po’ di mondiale è anche suo però!); Grosso viene bistrattato in Italia, ma amato da Lippi (…adesso lo amiamo tutti con lui!)… e poi tante altre cose da nomiare, che vengono alla mente e che ci fanno ricordare 7 partite bellissime tra gioia e dolore ed un po’ di patimento!

Voglio ricordare questo mondiale con un giocatore che è il simbolo della nostra nazionale: il nostro capitan Cannavaro. E’ suo il momento più bello del mondiale …con la coppa del mondo tra le mani.