Caro aereo mio, non cadere. Grazie.

Visto che devo prendere 5 voli nel giro di 3 settimane, faccio la macumba e spero che i miei aerei rimangano in aria quando devono rimanere in aria e atterrino senza problemi quando devono atterrare. E perche’ no, decollino senza prendere fuoco. Perche’ guardando l’assurdo elenco di incidenti dell’ultima settimana, mi viene qualche dubbio sull’affidabilita’ di ‘sti cosi! 😐

Quindi, caro aereo mio, non farmi scherzi.

Italia… ma cosa ti succede?

Leggo sempre con molta attenzione le testate giornalistiche italiane (soprattutto Il Corriere e La Repubblica) e devo dire che l’impressione che i giornali “stampati” danno (siano essi di carta, che su internet) della realtà è molto diversa rispetto a quella mostrata dai telegiornali. E lo è ancora di più se si guardano le testate straniere (che pur guardo – mea culpa – marginalmente).
Ma non voglio soffermarmi su questo, anche se è ormai evidente che i telegiornali sono assolutamente manipolati dagli scagnozzi del presidente del consiglio (e chi non accetta questa verità, è un cieco). Voglio soffermarmi su com’è possibile che una banda di fascisti si sia potuta sedere di nuovo al governo del nostro paese. Come è possibile che dopo tante manifestazioni, con il loro slogan “per non dimenticare”, sia potuto accadere che gente cosi fosse di nuovo al governo. Stiamo parlando della gente che aveva istruito la polizia per picchiare i manifestati del G8 con metodi da squadriglia fascista (non dimenticatelo, in quel periodo c’era la stessa gente al governo!).
Ed ora? Ora succede che schediamo i ROM, come fossero oggetti… come le oche di St James Park con il loro anellino alla zampa. Animali, poco più che questo. E’ questo quello che il nostro paese ci sta insegnando. Ci sta insegnando che ROM, albanesi e quant’altro sono un problema, solo la causa della criminalità delle nostre città. Ci stanno insegnando che l’Italia sta insieme per caso (Il ministro delle riforme il suo dito medio puo’ ficcarselo in _ _ _ _, cosi evita di fare le puzzette ogni volta che gli scappa), che vogliono dividerla, che marceranno su Roma se non avranno il loro federalismo fiscale. E nel mentre facciamo le figure di cacca in giro per il mondo, come quella del ministro Frattini alla BBC (in inglese). Perché siamo diventati freddi, razzisti, ed abbiamo lasciato due ragazzine morte sulla spiaggia per ore solo perché non erano italiane (ma già “regolarmente” schedate). E cosi capita che quando uno alza la voce fuori dal coro, come successo per la testata Famiglia Cristiana, ci sia qualcun’altro illustre che si schieri per zittirlo (come fatto dal Vaticano, ormai sempre più connivente con questi tristi fatti di razzismo).
E’ questa l’immagine dell’Italia che vogliamo dare nel mondo? Siamo ancora quel popolo caldo ed ospitale che eravamo un tempo? O abbiamo già dimenticato di quanto stavano male i nostri nonni quando andavano all’estero e venivano trattati nello stesso modo?
E’ tutto veramente molto triste… chissà quante altre notizie del genere leggerò nei prossimi giorni.

La solitudine

Qualche giorno fa ho festeggiato il mio primo mese a Londra. In realtà le cose sono andate anche peggio di come mi aspettassi e dopo un mese, il bilancio delle conoscenze è un tristemente zero. Incomincio a sentirmi decisamente solo e mi sto dirigendo tristemente verso la depressione. 🙁
Come se non bastasse, non me ne va decisamente bene nemmeno una: la banca mi incasina la vita non mandandomi la mia tesserina; UCL decide che devo cambiare di nuovo casa; il mio lavoro all’università è decisamente noioso; la city è più bella di bloomsbury! 🙂
Insomma, è un periodaccio… ma voglio salutarvi con un tocco positivo… guardate la foto che segue! 😉

Ricordo

Ricordo ancora il giorno in cui arrivai a Pisa.
Ricordo quella mattina di sole settembrino ed i miei genitori che mi accompagnarono alla stazione.
Ricordo me, che prendo il treno.
Ricordo che era un Eurostar. Partiva attorno le 6 del mattino. Probabilmente è un treno che esiste ancora.
Ricordo le lacrime. Ricordo quanto piangevo. E ricordo anche il perché.

Ricordo i ragazzi che salirono alla stazione di Ferrandina.
Ricordo le loro facce.
Ricordo anche quello che dicevano sul treno.
Ricordo quanto volte li ho presi in giro perché non riusciro a fare niente di quello che dicevano su quel treno.

E poi ricordo i primi periodi a Pisa.
Ricordo la solitudine.
Ricordo le passeggiate alla stazione ed i treni che partivano.
Ricordo che la sera andavo in Corso Italia. Andava in una libreria che non esiste più. Ricordo che era aperta tutta la notte. Guardavo i libri. A volte ne compravo qualcuno. Ho letto tanto.

Poi ricordo i primi amici. Ricordo Antonio, il mio compagno di stanza.
Ricordo l’inizio delle lezioni.

Ricordo il primo esame. 🙂

Ricordo le chiacchierate notturne con la mia amica. 🙄

E poi ricordo che giorno dopo giorno il grigio della solitudine ha preso il colore della vita.